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Arboris Belli


ARBORIS BELLI è l’espressione dell’identità culturale di un popolo, è la storia di questa singolare cittadina che risale alla seconda metà del XV secolo, quando, piccolo feudo sotto il dominio degli Acquavia, Conti di Conversano, cominciò a popolarsi di contadini che resero la SELVA (cosi denominata) fertile.
Nello specifico è un contenitore culturale pluridisciplinare, ricco di attività che si svolgono grazie alla collaborazione con le istituzioni scolastiche, i centri di Ricerca, le associazione del terzo settore e di categoria, ed al contributo di esperti di storia, archeologia, artisti, costumisti, artigiani, ecc.

Gli ospiti potranno vedere, sentire e toccare con mano la vita di duecento anni fa, quando un insieme di cittadini ammassati in trulli umidi e precari decise di farsi comunità rivendicando i propri diritti e lottando per la propria dignità e libertà. La liberazione dalla servitù feudale è tappa fondamentale della storia unica e straordinaria di Alberobello. Un tributo, un doveroso ringraziamento ai nostri antenati per averci regalato un patrimonio che l’UNESCO ha dichiarato nel 1996 appartenere al mondo intero.
Chiunque potrà vivere da vicino i preparativi e le emozioni di quello che viene considerato dalla nostra comunità il momento più importante dell’anno, partecipando a laboratori esperienziali, scoprendo gli antichi sapori dei piatti tipici della cultura contadina, assistendo ad una grande rappresentazione spettacolare di teatro popolare e divenendo essi stesi protagonisti di quel periodo storico indossando i panni degli uomini e delle donne di fine settecento.

Il concept del logo si ispira nelle forme allo stemma comunale di Alberobello: al centro campeggia un albero stilizzato, che chiarifica il senso del luogo e l'origine del nome Arboris Belli; il guerriero armato e il leone rampante che nell'originale emblema araldico fiancheggiano la quercia (allegoria evidentemente fuori dalla storia) sono qui sostituiti dalle sagome di tre autentici figuranti, protagonisti delle reali vicende del 1797. A sinistra il notaio declama il regio decreto che sancisce l'elevazione di Alberobello a città regia; a destra due donne: una, festante, intona la musica, l'altra trattiene il fazzoletto con il quale si è asciugata le lacrime procurate dalla gioia per la definitiva liberazione del villaggio dai secolari vincoli feudali. Lo stile del logo è elegante, e i contenuti tentano di avvicinare graficamente lo spettatore all'idea di rievocazione storica.
I colori evocano quelli tradizionali della selva alberobellese: il tronco – unitamente alle figure umane – è del colore dell'olio d'oliva; il fogliame è verde nella porzione inferiore e digrada verso il grigio della pietra locale man mano che si rastrema verso l'alto.
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