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Arboris Belli 2019

ph. Cosmo Laera

4^ edizione

Antichi Giochi

Torneo di giochi a squadre e gare di abilità

Fin dai tempi antichi il gioco era divertimento, passatempo, un modo per stare insieme e divertirsi, un esercizio ricreativo che impegnava la mente e l’abilità fisica di bambini ed adulti.
Con l’evolversi dei tempi il gioco è cambiato e ci troviamo di fronte a una vera e propria rivoluzione nella quale prevalgono giochi di tipo informatico con tablet, smartphone, pc e videogames che isolano i bambini nelle loro stanzette.

Le giornate dei bambini di un tempo non lasciavano spazio al gioco perché spesso impegnati nel lavoro dei campi e nei mestieri domestici, ma nei pochi momenti di tempo libero, riuscivano a costruire da soli giochi come bambole e palle di pezza e inventare giochi con il semplice e naturale materiale a loro disposizione: pietre, legno, funi.

I giochi si svolgevano prevalentemente per strada, c’era il piacere di fare parte di un gruppo, di mettersi alla prova riuscendo a superare le difficoltà.

Abbiamo deciso di organizzare questo torneo in collaborazione con l’Istituto Comprensivo “Morea-Tinelli” Alberobello, ed esperti di attività motorie non solo per recuperare i giochi tradizionali, strumenti preziosi per riscoprire la propria storia, le proprie origini e il senso di appartenenza, ma perché la nostra ambizione faccia sì che il gioco torni a stimolare l’inventiva, la curiosità, la manualità, l’ingegno e la socializzazione delle nuove generazioni.

I-II elementare

1, 2, 3, stai là!

Porta la cesta

Rubabandiera “Il fazzoletto”

Palla avvelenata

Bambole di paglia

Il topo

III-IV-V elementare

Corsa con i sacchi

Tiro alla fune

Centra il centrone

La cariola

Corsa a tre gambe

Le 5 pietre

I-II media

Braccio di ferro

Tiro alla fune

Palla avvelenata

Listoccia (L’stocc)

Trottola (Frruozzl)

Mula

Mostra di scultura

La bellezza dell'albero

LA BELLEZZA DELL’ALBERO” è una chiave di lettura della realtà, complessa eppure unica nella rivelazione e nella fruizione quotidiana di un luogo che permette all’abitante di diventare uomo, individuo e insieme parte del tutto, esperienza imprevedibile della vita che si sviluppa in un moto che parte da terra e si espande, cresce diventa colonna, pianta e restituisce frutti, ombre e riparo fino ad offrire se stesso.

L’opera “COLONNA SONORA” viene presentata nell’ambito della manifestazione Arboris Belli 2019. L’installazione, site specific dell’artista VITO MAIULLARI, autore di opere scultoree e di produzioni limited design, esperto di chiara fama della cultura e delle tecniche di lavorazione della pietra, docente della disciplina attualmente presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia.

L’opera si presenta sotto forma di colonna (80 cm x 4 m di altezza), un simbolico tributo alla monumentalità della scultura inserita in un contesto dominato dalla presenza della pietra, rivestita di manto di pecora, vello da cui usciranno i suoni del gregge, omaggio alla transumanza e alla memoria della nostra terra e dei nostri precursori che nelle pecore trovarono la ricchezza giunta attraverso i trulli, fino a noi, fino a divenire patrimonio dell’umanità, sito Unesco.

La pietra fa da supporto e da cornice, la colonna poggia la sua base sul terreno tra le pietre e si sviluppa verso il cielo, un monumento alle nostre radici, un invito alla modalità creativa dell’arte contemporanea che più che affermare, interroga .

Durante i giorni della manifestazione sarà possibile accedere gratuitamente , il progetto prevede una contiguità con l’opera sonora di PINO BASILE che presenterà al publico la performance sonora unendo la matericità del suono delle percussioni alla post produzione della campionatura di suoni evocativi della tradizione rurale, una ricerca originale e inedita che sarà un altro importante momento di impatto con il territorio.

La mostra è a cura di ANTONELLA PIERNO, docente presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera.

Rappresentazione scenica

In nomine Matris

La rappresentazione scenica, vuole essere un ponte tra l’Alberobello di oggi, luogo fortemente suggestivo e conosciuto in tutto il mondo, e quella comunità di fine settecento, che si è adattata a un ambiente difficile, è cresciuta tra mille difficoltà, ma ha saputo resistere fino a trasformare la sua debolezza nella sua forza e a conquistare il diritto di entrare nella Lista dei Siti Patrimonio Mondiale dell’Unesco per l’unicità e la bellezza della sua storia.

Gli ospiti potranno vedere, sentire e toccare con mano la vita di duecento anni fa, quando un insieme di cittadini ammassati in trulli umidi e precari decise di farsi comunità rivendicando i propri diritti e lottando per la propria dignità e libertà. La liberazione dalla servitù feudale è tappa fondamentale della storia unica e straordinaria di Alberobello. Un tributo, un doveroso ringraziamento ai nostri antenati per averci regalato un patrimonio che l’UNESCO ha dichiarato nel 1996 appartenere al mondo intero.

Note di regia

“Un figlio che dimentica sua madre, non è più figlio”.

Cosa accadrebbe se, invece di agire nel nome del padre, provassimo a cambiare punto di vista per osservare nel nome della Madre, la Storia?

Il paese dei trulli , conosciuto in tutto il mondo, si pone nuovamente davanti alla necessità di riscoprire le proprie origini. La cultura alberobellese della fine del XIII secolo quest’anno viene racchiusa in una cornice mitologica realizzata nel rione Aia Piccola. In un turbine di scene, costumi, musiche e danze, cittadini volontari e professionisti mettono in atto la rappresentazione scenica “In nomine Matris”: sette quadri uniti da un unico cordone ombelicale, in una Rievocazione itinerante attraverso quello che fu un bosco sacro e che oggi è il centro storico di Alberobello

La narrazione sarà affidata a una voce femminile, spesso corale, fulcro silenzioso della storia nodo invisibile che allaccia e custodisce il grembo degli esuli, approdo e origine alla vita.

Giuseppe Palasciano

Note drammaturgiche

La rievocazione storica, divisa in sette movimenti, intende raccontare il Settecento attraverso il tema della maternità, nei mondi storici e metastorici che ad essa appartengono.

Riteniamo poeticamente doveroso affidare la narrazione a una voce femminile, spesso corale, fulcro silenzioso della storia, nodo invisibile che allaccia e custodisce, grembo degli esuli, approdo e cura della vita.

La scena si snoda sulla scia della premonizione che una divinità pagana rivela nei termini di un’apocalisse futura. La nostra intenzione, attraverso la voce di questo personaggio, è di creare un ponte tra passato e presente, perché il presente è figlio del passato. In Nomine Matris non ha il solo obiettivo di rievocare ma vuole estrarre dalle viscere dell’esistenza ciò che, attraverso ogni epoca, ci rende umani e disumani.

Michele Ciavarella e Leonarda Saffi

Credits

REGIA – Giuseppe Palasciano
DRAMMATURGIA – Michele Ciavarella e Leonarda Saffi
SCENOGRAFIA – Marina Palasciano
DISEGNO LUCI – Giuseppe Pugliese
COSTUMI – Mattia Bianco
AIUTO REGIA – Francesca Tripaldi
CONSULENZA MUSICALE – Germano Maffei

VIDEO – Mirko Gigante
FOTO LOCANDINA – Cosmo Laera
PROGETTO GRAFICO – Studio grafico Cromie

CONSULENZA STORICA – Gabriele Carmelo Rosato
DIREZIONE ARTISTICA – Carmela Diddio

INTERPRETI:
– Samantha Colucci, Arianna Copertino, Onofrio De Michele, Martina De Salvo, Paola Girolamo, Stella Girolamo, Chiara Sgobba, Cassandra Sumerano, Valentina Tinelli.
– Cardone, Paola Girolami, Vito Ignisci, Livianna Loperfido, Caterina Pugliese
– Katia Angiulli, Francesca Colucci, Angela Consoli, Giorgia Contento, Antonio D’Oria, Rosa Elettrico, Gabriella Girolamo, Anna Goffredo, Andrea Lippolis, Angela Miraglia, Biagio Miraglia, Denise Veneziano, Carlo Vigilante
– Franco Dormio, Giovanni Lacirignola, Laura Mottola, Andrea Ruppi, Emiliana Ruppi, Rino Perta, Alessandra Turi
– Marta Pastore, Lucrezia Piepoli, Tiziana Leo, Francesca Panaro
– Leonardo Colucci, Francesco De Salvo, Orazio Girolamo, Erika Lavermicocca, Maria Grazia Marangi, Paolo Napoletano, Eliana Palmisano, Giorgio Spalluto, Vito Sumerano, Vincenzo veneziano
– Virginia De salvo, Giuliana Panzera, Anna Piepoli, Maria Luigia Tucci, Giuseppe Tuccillo

MUSICISTI – Giovanni Piepoli, Piero Salamida, Cristiana Zongoli
FIGURANTI – Dina Piepoli, Antonella Piepoli, Maria Ignazi
GUIDE E ACCOGLIENZA – Emanuela Aquilino, Maria Antonietta Casamassima, Mariella Cecere, Rosanna Conforti, Mariangela De Vito, Maria Mignolo, Mimma Mongelli, Giovanna Monopoli, Chiara Girolamo

TECNICI – Rosi Turi
LOGISTICA – Giovanni Giannini, Giuseppe Girolamo, Francesco Manfredi, Fedele Sgobba, Zefirino Turi
SARTE – Tonia Mastrovito, Miluma

UN SINCERO RINGRAZIAMENTO A – Antonella Pierno e Carmelo Sumerano
ASSOCIAZIONI PARTNER – Centro artistico educativo Technè, scuola di musica AMA, Music made, Associazione Alzheimer Alberobello Onlus

Sfilata storica delle città UNESCO

Nel segno della storia

Alberobello incontra Venezia

L’evento, fortemente voluto dall’amministrazione comunale, patrocinato dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale.

L’intento è quello di favorire forme di aggregazione e connessioni con lo straordinario patrimonio culturale, artistico, architettonico e naturalistico dei territori regionali e/o interregionali riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità.

Lo scorso anno abbiamo ospitato la città di Caserta, con il corteo storico di San Leucio.

Un’occasione preziosa di arricchimento culturale, di sviluppo di relazioni sociali ed economiche e di promozione di un nuovo tipo di turismo legato alle Rievocazioni Storiche.

La Sfilata storica dei costumi delle due città: “Alberobello AD 1797” e del Corteo Storico Dogale di Venezia che rievoca i fasti della Repubblica Serenissima di Venezia nel momento del suo massimo splendore, il XVI secolo, avrà inizio alle ore 11,00 del 2 giugno 2019 per le principali strade cittadine e sarà il momento culminante dell’evento.

Durante il corteo prenderanno forma rappresentazioni delle massime figure istituzionali dell’epoca quali, oltre i doge, il Capitano da Mar, comandante della marina militare veneziana, i Procuratori e Magistrati della Repubblica, i patrizi e le procuratesse affiancate dalle Guardie Dogali e dagli Araldi i Fanti da Mar, tamburi di guerra solitamente a bordo delle Galee della flotta della Serenissima.

Il corteo, ideato e gestito dal CERS – Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche.

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